Tra luci e suoni

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Un’atmosfera di irrealtà aleggia attorno alla residenza privata progettata dall’architetto libanese Youssef Tohme nella regione montuosa di Akoura, in Libano.

In un paesaggio brullo punteggiato da qualche isolato albero e circondato da incombenti montagne, la villa nasce come luogo in cui fuggire dalla realtà urbana per ritrovare un legame con la natura che in questi luoghi sembra relegare l’uomo al ruolo marginale di un discreto ospite.

Esternamente l’abitazione a picco su un dirupo si confonde tre le scure rocce che la circondano grazie ad un rivestimento in pietre grigie aggrappate ai muri perimetrali in cemento armato.

Tre dei quattro lati della casa presentano poche aperture, il fronte verso la valle invece risulta essere completamente aperto, garantendo agli abitanti una vista mozzafiato che spazia verso l’infinito.

Quasi tutti gli ambienti interni affacciano su un patio centrale aperto che diventa il luogo ideale per rilassarsi, protetti dai forti venti, e accompagnati dal gorgoglio constante di un ruscello che scorre nelle vicinanze.

Negli interni le finestre accompagnano lo sguardo verso l’alto, verso la cime delle montagne, e in mezzo alla luce, ai colori e ai suoni di questi luoghi quest’architettura diventa una vera e propria cassa di risonanza di sonorità e melodie naturali.

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Foto di Ieva Saudargaite.

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