Arizona dream

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In un’anonima strada della città di Phoenix, Arizona, in un contesto non dissimile a quello di tante altre periferie statunitensi, si lascia intravvedere, dietro una fitta siepe di oleandri, l’abitazione progettata da Jay Atherton e Cy Keener come loro casa-studio. Più che una vera e propria abitazione questo edificio è diventato un rifugio creativo, un laboratorio di idee, un luogo dove meditare accompagnati dalla presenza constante della luce che scandisce il passaggio del tempo sulle superfici dei muri e pavimenti.

La casa è organizzata in tre locali, un soggiorno e due ampie camere-studio tra loro divisi da due spessi muri la cui forma curva permette alla luce proveniente dall’esterno di creare morbidi giochi di ombre sulle pareti.  Ogni stanza ha un orientamento diverso che consente di avere in ogni locale differenti situazioni luminose che mutano con il passare delle ore e delle stagioni.

Solamente il lato verso Ovest, colpito dal sole del pomeriggio, il momento più caldo nelle lunghe estati dell’Arizona, è completamente cieco e su tutta la sua lunghezza si organizzano i locali di servizio, come bagni, cucina e ripostigli. I restanti tre lati dell’abitazione sono caratterizzati da grandi vetrate sulle quali scorrono pennelli esterni costituiti da un’intelaiatura metallica sulla quale è aggrappato un tessuto bianco semitrasparente che permette di filtrare la luce e rende l’edificio simile ad una lanterna durante la notte.

Sulle superfici di questo edificio, più che in altri, è possibile osservare il passaggio del tempo attraverso il mutare delle condizioni luminose che danno luogo ad atmosfere e esperienze sempre differenti.

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foto di Bill Timmerman

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