Essere parte del paesaggio

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Il progetto di questo chalet, che si trova nelle Alpi svizzere, ad un altitudine di 1.850 metri, e consiste nella conversione di un rifugio adibito al ricovero bestiame in una casa di vacanza.

 

 

I progettisti, Personeni Raffaele Schärer Architectes colgono l’occasione per un importante riflessione che va oltre l’oggetto architettonico. Molto popolari in Svizzera, queste costruzioni punteggiano e disegnano il paesaggio, ma hanno progressivamente perso il loro uso tradizionale e vengono convertite sempre più spesso in case di vacanza, funzione per la quale necessitano di consistenti modifiche.

 

L’uso sporadico mette in evidenza l’improbabile uso del fuoristrada in città, come ironicamente sottolineato dai progettisti, e l’inevitabile aggiunta di garage con muro di sostegno di fronte allo chalet di montagna. Viene sollevato così il tema della dualità tra rispetto dell’esistente e adattamento stile di vita contemporaneo.

 

L’intervento, che comunque mira a mantenere il più possibile inalterato il preesistente, si sviluppa come una seconda pelle interna all’edificio tradizionale in legno ma con caratteristiche tecnologiche e di isolamento adeguate ad una moderna abitazione. Il pittoresco viene lasciato alle spalle per far posto alla semplicità. Pavimenti in cemento grezzo, grandi vetrate con serramenti in legno, sobri arredi su misura. Fonti principali di energia sono il fuoco e i pannelli solari.

 

Non viene volontariamente aggiunta alcuna recinzione e l’erba cresce selvaggiamente attorno alla casa, che continua ad essere parte del paesaggio.

 

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