Quale architettura per un polo finanziario?

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A nord della capitale dell’Arabia Saudita, Riyadh, sono in corso i lavori per la costruzione del King Abdullah Financial District. L’obiettivo è di essere il centro finanziario leader e trainante di tutto il Medio Oriente, attirando risorse e lavoro verso la città. Lo sviluppo del polo finanziario sarà attorno ai tre milioni di metri quadrati. Oltre ai classici spazi per gli uffici, ci sarà una Financial Academy, luogo che costituirà un importante investimento nell’educazione. L’Arabia Saudita ha dalla sua tutti i numeri per un’opera del genere; è la più grande economia nel Medio Oriente, la 23esima al mondo e vanta un forte tasso di crescita della popolazione. Inoltre il desiderio di rafforzare la sua economia e di posizionarsi come città leader, la spinge a crescere in fretta. D’altra parte con delle dichiarazioni del genere da parte di sua Maestà è difficile frenare gli entusiasmi: “Siamo benedetti con una robusta economia, una valuta stabile e un settore finanziario forte con supervisioni altrettanto forti”.

Quale architettura sarà quindi più adatta per sostenere gli obiettivi di crescita? Al momento la contaminazione tra tradizioni Mashrabiya e spinte futuristiche sembrano essere la via da seguire, come ad esempio per il progetto della metropolitana. Infine dalle immagini generali del distretto si denota chiaramente il desiderio di emergere e di essere il riferimento in mezzo al nulla; un’architettura sottotono e non dirompente andrebbe contro la volontà che sostiene l’intera operazione.

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