Tutto può essere architettura. Sou Fujimoto

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Pensare ad una vita senza confini è un sogno che molti studi di architettura hanno portato avanti sin dagli anni 60.

 

 

Il gruppo di architetti che ruotavano attorno a Superstudio ad esempio, ha sviluppato il movimento dell’Architettura Radicale, per cui ” Le definizioni limitate e tradizionali di architettura e dei suoi mezzi hanno oggi perduto in buona parte di validità. Il nostro impegno è rivolto all’ambiente come totalità, e a tutti i mezzi che lo determinano. L’ampliamento dell’ambito umano e dei mezzi di determinazione dell’ambiente supera di gran lunga quello del costruito. Oggi praticamente tutto può essere architettura”.

 

A portare avanti i concetti di questo movimento sembra essere l’architetto giapponese Sou Fujimoto, 41 anni, che con il Serpentine Pavillon ai Kensington Gardens a Londra risponde a questi requisiti. Prendiamo ad esempio House NA (2011). L’abitazione diventa teatro domestico, soltanto una tenda può separare il pubblico dal privato, l’esterno dall’interno. Un tema a noi molto caro.

 

Tutti i lavori di Fujimoto rispecchiano la filosofia del Superstudio: vivere senza confini perché oggi tutto può – o deve? – essere architettura.

 

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Sou Fujimoto

(credits: Studio Cyrille Thomas for Sou Fujimoto Architects, Sou Fujimoto Architects, Iwan Baan, Daici Ano, David Vintiner)

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