Architettura paziente

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Continuiamo il nostro discorso sulla duplicità dentro-fuori, interno-esterno, casa-giardino. Sembra che una buona fetta dell’architettura contemporanea tenda a dimenticare la distanza che separa queste categorie. La contaminazione tra gli spazi è la cifra che contraddistingue molti nuovi progetti architettonici.

Prendiamo la Black&Bright dell’architetto danese Jan Henrik Jansen. L’obiettivo è questo: costruire una casa che faccia viviere l’interno come esterno (sicuramente più che viceversa). E lo fa a Møn, piccola isola danese a soli 350 metri dal mare.

 

 

Il punto chiave di questo progetto ci sembra essere la pazienza: le stanze sono unità molto grandi e inondate di luce; l’ambiente interno riprende la natura circostante, il colore nero è bilanciato dal bianco dell’interno; le forme sono marcate e ben definite. Pazienza, o forse meglio dire patientia latina: non c’è spazio per ciò che non è semplice e chiaro.

 

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Møn

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