La casa di campagna di Noto

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Una donna per l’architettura siciliana senza compromessi – La casa di campagna di Noto – Maria Giuseppina Grasso Canizzo

è stata insignita della medaglia d’oro alla carriera, in occasione dell’ultima edizione del premio medaglia d’oro all’architettura italiana della triennale di Milano, ma non è molto conosciuta dal grande pubblico. Ha lavorato solo in Sicilia, la sua sua terra, con uno stile personale, inserendo i suoi progetti nella natura o nel tessuto urbano, come oggetti indipendenti, quasi appoggiati con rispetto sul terreno che li ospita ma nel contempo perfettamente integrati, come la casa di campagna di Noto.

Questa piccola architettura effimera piena di poesia, una scatolina dei sogni in cui godere del paesaggio, del vento, dei profumi della natura e della vista sul mare, è pensata come un oggetto in trasformazione. Si compone di due corpi, uno in cemento armato fisso, l’altro con struttura in ferro che, muovendosi lungo i binari sopra la superficie del terrazzo chiude la casa su se stessa nei mesi invernali, quando non viene abitata.

La struttura è realizzata con elementi prefabbricati o realizzati fuori opera per contenere il budget e ovviare le difficoltà di accesso al sito. L’isolamento termico è garantito da una parete ventilata in pannelli di Okume. La terrazza è realizzata con una struttura metallica. Il piano di calpestio del terrazzo è realizzato con elementi di orsogril.
La vista sul paesaggio incorniciata dai grandi serramenti scorrevoli in metallo, crea quel rapporto interno-esterno per cui non c’è un vero confine tra gli ambienti domestici e gli alberi che li circondano.

Per gli interni l’arredamento è minimale, basato su pezzi di modernariato recuperati nei mercatini e su e-bay, qualche pezzo su disegno e la presenza di opere di arte contemporanea.
La divisione tra gli spazi avviene molto elegantemente attraverso grandi pannelli scorrevoli a tutt’altezza.

Un piccolo gioiello di passione e misura atterrato sul paesaggio diventandone parte.

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